Con la sentenza n. 118/2025, la Corte Costituzionale ha eliminato il tetto massimo di 6 mensilità per l’indennità risarcitoria nei licenziamenti illegittimi delle PMI.
Da oggi, i giudici hanno maggiore libertà di valutazione, potendo riconoscere fino a 18 mensilità di risarcimento in base alla gravità del caso e alle condizioni delle parti.
Per le piccole imprese, questo significa un aumento significativo dei rischi economici legati ai licenziamenti, con la necessità di una gestione più attenta del contenzioso del lavoro e del dialogo sindacale.
Fino a poco tempo fa, le aziende con meno di 16 dipendenti potevano contare su un quadro certo: in caso di licenziamento illegittimo, l’indennità risarcitoria era compresa tra 3 e 6 mensilità.
La recente sentenza della Corte Costituzionale n. 118/2025 ha però cambiato radicalmente il panorama.
Il Giudice delle leggi ha dichiarato incostituzionale il limite massimo di 6 mensilità, ritenendolo in contrasto con i principi di proporzionalità e uguaglianza rispetto alle tutele previste per le aziende più grandi.
Oggi, la forbice dell’indennità si estende da 3 a 18 mensilità, dando al giudice un ampio margine di discrezionalità per valutare caso per caso.
In sostanza, le PMI non possono più contare su un tetto certo e contenuto.
Il rischio economico di un licenziamento dichiarato illegittimo è ora potenzialmente triplicato.
Molte piccole imprese si chiedono se un’azienda in crisi può licenziare e in quali condizioni.
La risposta è sì, ma con prudenza. Il giudice, nel valutare la legittimità del licenziamento, tiene conto di diversi elementi:
L’errore più comune per una PMI è non pianificare adeguatamente il processo di licenziamento, esponendosi al rischio di contenziosi che, dopo la sentenza del 2025, possono avere un impatto molto più pesante sul bilancio.
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Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, il calcolo dell’indennità risarcitoria non segue più uno schema rigido.
Il giudice può stabilire un importo compreso tra 3 e 18 mensilità, considerando:
Questa discrezionalità introduce un elemento di incertezza che rende più complesso stimare i costi potenziali di una controversia.
Un licenziamento gestito in modo superficiale può costare molto di più rispetto al passato, soprattutto se non vi è una chiara documentazione delle ragioni economiche o disciplinari.
Per questo, Boosten Studio accompagna le imprese nella predisposizione di verbali sindacali, accordi conciliativi e strategie di prevenzione del contenzioso, integrando gli aspetti legali e gestionali della vicenda.
La domanda che molti imprenditori si pongono è semplice: l’azienda può licenziare?
Sì, ma oggi farlo richiede maggiore cautela.
Dopo la sentenza 118/2025, ogni licenziamento deve essere:
Il datore di lavoro deve considerare che un licenziamento illegittimo può comportare un indennizzo fino a 18 mensilità, oltre al rischio di dover sostenere le spese legali e i costi indiretti del contenzioso.
La prevenzione è sempre la migliore strategia.
Una PMI che si affida a una Consulenza del Lavoro strutturata può evitare molti errori che, seppur in buona fede, diventano cause di licenziamenti illegittimi.
Gli interventi più efficaci riguardano:
Boosten Studio integra questi aspetti all’interno di un approccio di HR Management che aiuta l’imprenditore a prendere decisioni consapevoli e sostenibili.
L’aumento della discrezionalità del giudice non è necessariamente un male.
In molti casi, consente una valutazione più equa e aderente alla realtà del rapporto di lavoro.
Tuttavia, per le PMI, introduce una variabilità economica difficile da prevedere.
Prima della sentenza 118/2025, un datore di lavoro sapeva che il rischio massimo era di 6 mensilità.
Oggi, quel rischio può triplicare, e le variabili in gioco sono molte.
Ciò rende indispensabile una gestione proattiva del rischio giuslavoristico, che passa per:
In questa prospettiva, la consulenza di Boosten Studio diventa un alleato strategico per le imprese che vogliono tutelarsi e mantenere il controllo sui propri costi di gestione del personale.
Uno degli strumenti più efficaci per ridurre l’impatto economico dei licenziamenti è il verbale di conciliazione sindacale.
Si tratta di un accordo, firmato davanti alle organizzazioni sindacali o presso gli organi competenti, che chiude la controversia tra datore di lavoro e dipendente.
Attraverso la conciliazione:
L’esperienza di Boosten Studio nella redazione di verbali e nella gestione del dialogo sindacale consente alle PMI di risolvere situazioni delicate con equilibrio e rapidità, evitando che il problema si trasformi in un danno economico o reputazionale.
Un contenzioso di lavoro può essere paragonato a una perdita d’acqua: se non lo si controlla in tempo, può allagare l’intera impresa.
Con la nuova normativa, il costo potenziale di un errore di gestione è aumentato, rendendo ancora più importante la prevenzione.
Le aziende più strutturate adottano oggi modelli di gestione del rischio giuslavoristico, che comprendono:
Il team di Boosten Studio offre alle imprese percorsi personalizzati di consulenza sul contenzioso del lavoro, aiutandole a gestire in modo efficace le conseguenze economiche e organizzative dei licenziamenti.
Per approfondire casi reali di prevenzione e gestione dei rischi, è possibile consultare i casi studio pubblicati sul sito.
In un contesto in cui i licenziamenti nelle PMI diventano più complessi da gestire, la risposta migliore è un approccio integrato.
Boosten Studio combina le competenze di Consulenti del Lavoro, esperti di amministrazione e HR manager, garantendo una visione completa dei rischi e delle opportunità.
L’obiettivo non è solo evitare sanzioni, ma anche aiutare l’imprenditore a:
Per approfondire la materia, si consiglia la consultazione delle fonti istituzionali: